HomeRavennaCronacaVerso la riapertura dei fascicoli per gli annegatiAlluvioni, la consulenza tecnica citata dalla chiusura dell’indagine apre nuovi scenari. Si trattava di "criticità note"Avvisi di fine indagine per le tre disastrose alluvioni del maggio 2023 e settembre 2024Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciSi trattava di "criticità note". Ovvero se fossero state realizzate le opere necessarie a ridurre "la portata del fiume Senio del 20-30%", ciò avrebbe "ragionevolmente potuto evitare, insieme ai danni alle cose, anche la perdita di vite umane". Un passaggio, quello della consulenza tecnica voluta dalla procura citato nell’avviso di fine indagine per le tre disastrose alluvioni del maggio 2023 e settembre 2024, che dischiude un ulteriore scenario investigativo. E cioè, almeno sulla carta, la possibile riapertura dei fascicoli (tutti o solo una parte) per omicidio colposo al momento archiviati.

Le inondazioni sul territorio ravennate avevano portato a un bilancio particolarmente pesante rispetto al resto della Romagna: 8 vittime. Nella prima alluvione, quella verificatasi tra 2 e 3 maggio 2023, si era registrato un decesso. In tale circostanza era stato aperto un fascicolo di quelli che vengono indicati come conoscitivi, cioè senza ipotesi di reato (modello 45 per gli addetti ai lavori). Lo stesso era accaduto in prima battuta pure per le sette vittime registrate nella seconda alluvione del 16-17 maggio sempre 2023; tutto era poi passato sotto l’ipotesi di omicidio colposo contro ignoti (modello 44). Ma già a tuo tempo, dopo varie verifiche, la procura aveva chiesto archiviazione in buona sostanza per tre motivi: erano stati lanciati molteplici avvisi per quella furia che si stava abbattendo sull’intero territorio ravennate. E l’invito per le aree più a rischio, era stato perentorio: uscite di casa. In quanto ai soccorsi, c’erano stati e, nei limiti del possibile in quelle condizioni meteo, avevano cercato di salvare quante più vite possibili. In quel momento insomma l’analisi investigativa aveva potuto sondare il solo il livello dei soccorsi perché non c’era stato ancora il tempo di vagliare quello delle opere, sia realizzate che incompiute ma necessarie. Ora lo scenario è cambiato.