HomeRavennaCronacaLe alluvioni nel Ravennate, 14 indagati: “Ritardi e soldi non spesi”. Tutte le accuse ai tecniciAvviso di conclusione dell’indagine. Oltre 15 milioni di euro erano disponibili per opere che non furono realizzate: “E i costosi interventi fatti dopo l’esondazione di maggio 2023 erano inadeguati”Lo scempio causato dall’esondazione del fiume Lamone a TraversaraRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciRavenna, 3 luglio 2026 – Più di 15 milioni di euro erano già disponibili per realizzare opere destinate a ridurre il rischio di esondazioni, ma sarebbero rimasti inutilizzati per anni. Nel frattempo i progetti si fermavano, gli espropri accumulavano ritardi, i cantieri non partivano e le casse di espansione considerate decisive per la sicurezza del territorio restavano incompiute. È da questa ricostruzione che prende le mosse l’avviso di conclusione delle indagini preliminari notificato dalla Procura di Ravenna a 14 indagati nell’inchiesta sulle alluvioni che nel 2023 e nel 2024 hanno sconvolto la Romagna. i pubblici ministeri Daniele Barberini e Francesco Coco contestano, a vario titolo, i reati di disastro colposo e delitti colposi di danno. Tra gli indagati figurano tre progettisti delle casse di espansione del Senio, due dirigenti che negli anni si sono succeduti alla guida del Settore Territorio del Comune di Faenza, quattro amministratori delle società incaricate di realizzare parte delle opere idrauliche e cinque dirigenti della Regione Emilia-Romagna e dell’Agenzia per la Sicurezza territoriale e la Protezione civile. Le terribili alluvioni nel Ravennate
Le alluvioni nel Ravennate, 14 indagati: “Ritardi e soldi non spesi”. Tutte le accuse ai tecnici
Avviso di conclusione dell’indagine. Oltre 15 milioni di euro erano disponibili per opere che non furono realizzate: “E i costosi interventi fatti dopo l’esondazione di maggio 2023 erano inadeguati”








