GROSSETOIl Coordinamento nazionale docenti della disciplina dei Diritti Umani esprime preoccupazione per la vicenda segnalata dal Garante dei diritti delle persone con disabilità del Comune di Grosseto, che ha chiesto chiarimenti alle istituzioni competenti dopo le numerose segnalazioni di famiglie ancora prive di risposte sull’attivazione del necessario supporto educativo per consentire ai propri figli con disabilità di frequentare i centri estivi. Tra le criticità evidenziate figurerebbe anche l’eventualità che il costo dell’educatore venga posto, in tutto o in parte, a carico delle famiglie. "La difficoltà di garantire continuità ai percorsi educativi e relazionali durante il periodo estivo è ormai consolidata – ha detto il presidente Romano Pesavento - Eppure, la partecipazione alle attività educative extrascolastiche costituisce una componente essenziale dello sviluppo della persona e trova fondamento nei principi di uguaglianza sostanziale sanciti dall’articolo 3 della Costituzione, nella Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità e nella normativa nazionale, che impongono alle istituzioni di rimuovere gli ostacoli che limitano la piena partecipazione alla vita sociale. Appare pertanto indispensabile che la programmazione dei servizi inclusivi non venga affrontata come una risposta emergenziale, ma come parte integrante delle politiche educative territoriali. Le risorse economiche, la disponibilità degli educatori, la definizione dei criteri di accesso e dei tempi di assegnazione devono essere programmati con largo anticipo, affinché nessuna famiglia sia costretta ad affrontare settimane di incertezza proprio nel momento in cui dovrebbe poter progettare serenamente il percorso estivo dei propri figli". La Cnddu auspica "che il tavolo di confronto richiesto dal Garante possa rappresentare l’avvio di un modello stabile di collaborazione tra enti locali, servizi socio-sanitari, scuole, Terzo settore e associazioni delle persone con disabilità. La qualità di una comunità educativa si misura anche nella capacità di costruire reti permanenti e non interventi occasionali, assicurando continuità ai diritti lungo tutto l’arco dell’anno. Ogni volta che una famiglia è costretta ad attendere una decisione per sapere se il proprio figlio potrà condividere un’esperienza educativa con i coetanei, il problema non riguarda soltanto l’organizzazione di un centro estivo: riguarda il messaggio che le istituzioni trasmettono ai cittadini più giovani".
Battaglia sui centri estivi: "Serve più inclusività"
Dopo la denuncia del garante della disabilità interviene il Cnddu "Adesso un modello stabile di collaborazione tra enti, servizi e scuole".









