E’ ancora scontro sul trasloco de "Un mondo a colori" nonostante il consiglio comunale abbia trovato un’intesa sulla ristrutturazione della sede lasciata nei mesi scorsi. Lorenzo Armezzani (Fabriano Progressista) accusa la Giunta di procedere in "piena solitudine" su un tema così delicato. Al centro della contesa c’è il piano di edilizia sociale nel quartiere Aldo Moro. La minoranza spingeva per stoppare l’ampliamento della struttura "C’Era l’Acca" – giudicata penalizzante per gli spazi ridotti e l’isolamento – e dirottare i fondi sulla ristrutturazione della sede storica di ‘Un Mondo A Colori’. L’Esecutivo ha alzato il muro ma, per mediare, l’assessore Serafini ha calato l’asso di una futuribile ‘fase 2’: un secondo centro diurno da realizzare proprio nello stabile originario. Per Armezzani l’impegno è "ancora nudo e a costo zero, privo di coperture finanziarie immediate nonostante un avanzo di amministrazione da quasi 10 milioni di euro nell’ultimo triennio".
A gettare acqua sul fuoco ci pensa il Partito democratico. Il Gruppo Consiliare dem esprime "forte soddisfazione per l’approvazione all’unanimità dell’ordine del giorno, rivendicando il merito di un emendamento decisivo che impegna formalmente la Giunta a inserire le risorse per la progettazione del recupero nelle prossime variazioni di bilancio". "Siamo riusciti a trasformare un tema complesso in un impegno condiviso" rimarcano dal Pd, difendendo l’operazione come un "atto di alta responsabilità politica che rimette al centro le famiglie". Per la minoranza invece il dialogo si riapre solo grazie al pressing di utenti e associazioni.








