L’unità sindacale, che in tanti auspicavano per inchiodare il governo alle sue responsabilità sulla crisi industriale e salariale in cui è precipitato il paese, è stata raggiunta con tanto di foto tra i tre leader di Cgil, Cisl e Uil. Ma la critica all’esecutivo ha assunto toni smorzati, a tratti concilianti. Sotto la presenza benedicente della presidente del Consiglio: Giorgia Meloni è stata la guest star, giovedì, del congresso della Uil che si è concluso ieri con la conferma di Pierpaolo Bombardieri a capo della segreteria nazionale.
L’EVENTO del sindacato è stato costruito intorno alla premier, con lo stesso copione degli ultimi due consessi Cisl. Accoglienza calorosa, mazzi di fiori, ovazioni, applausi dalla sala, vertice sindacale prodigo di complimenti verso l’esecutivo. «La Uil non sciopera più perché il governo ci ascolta», aveva detto giovedì Bombardieri nella sua relazione di apertura del congresso che si è tenuto a Padova. Per poi prodigarsi in lodi verso il decreto Primo maggio, come già fatto nei giorni dell’approvazione definitiva. In questo contesto, ieri Cgil, Cisl e Uil hanno comunicato di essere tornati “la triplice”: la linea è unica. «Il segnale più forte è questo: l’unità sindacale, ognuno di noi ha sensibilità diverse ma riusciamo a stare insieme di fronte ai tanti problemi che viviamo tutti i giorni e apriamo oggi una pagina diversa», ha detto il padrone di casa Bombardieri.












