Meglio la Uil di Villa Taverna. Giorgia Meloni preferisce il congresso del sindacato di Pierpaolo Bombardieri, a Padova, al ricevimento romano dell’ambasciatore Usa Tilman Fertitta. L’abbraccio alla Uil arriva a un anno esatto da quello alla Cisl. Allora, Meloni era stata l’ospite d’onore al congresso che sancì la successione di Daniela Fumarola a Luigi Sbarra. Oggi si presenta ai sindacalisti riformisti forte di un lavoro coltivato da tempo. L’obiettivo: isolare Maurizio Landini e la Cgil. E dire che il primo passo di Meloni premier nel mondo sindacale avvenne proprio nell’aprile del 2023 ospite di Maurizio Landini. Tre anni dopo Cisl e Uil sono più vicini al governo, la Cgil isolata.

L’ex segretario Cisl Sbarra è addirittura al governo, sottosegretario alla presidenza del Consiglio. E a Padova a omaggiare i 3mila delegati Uil, c’è Meloni e non la leader Pd Elly Schlein. È il segno di una strategia di affiancamento ai sindacati più riformisti? “Sul decreto primo maggio abbiamo registrato la particolare vicinanza da parte di Cisl e Uil. In particolare sul tema del trattamento economico complessivo che riserva spazi importanti ai sindacati maggiormente rappresentativi”, spiega ad Huffpost Walter Rizzetto, presidente della commissione Lavoro di Montecitorio e responsabile di settore. “Da parte nostra c’è la massima apertura nei confronti di tutti. Con la Cisl ci siamo ritrovati sulla partecipazione dei lavoratori alla gestione aziendale. La Uil ha tenuto una posizione intelligente sul decreto salario giusto. Ma dobbiamo riconoscere che anche la Cgil, pur criticando il decreto, non ha fatto scioperi, manifestazioni di piazza. Siamo riusciti a costruire un terreno di confronto, in cui viene riconosciuto il lavoro fatto. E altro si farà”.