“Mai nessun governo aveva riconosciuto così il ruolo dei sindacati”. E’ con questo endorsement del segretario Pierpaolo Bombardieri che la premier Meloni è stata accolta ieri dal congresso generale della Uil, con tanto di applausi dalla platea di delegati (e il saluto di un robottino). La presidente del Consiglio non si è presentata a mani vuote. Conscia del fatto che un premier, sul quel palco, mancasse da vent’anni, dall’epoca di Romano Prodi. Così il messaggio che ha voluto lanciare è che il riavvicinamento alla Uil non vuole essere casuale. E se c’è un momento propizio per rinsaldare l’asse, cercando al contempo di allontanare la Uil dall’abbraccio barricadero di Maurizio Landini, è questo. Nelle prime file, ad ascoltare, oltre alla premier c’erano il presidente del Veneto Alberto Stefani ma anche Marina Elvira Calderone. Ovvero la ministra del Lavoro a cui Meloni ha chiesto risultati concreti da offrire alle parti sociali. Una strategia perseguita con l’approvazione, in ultimo al Senato, del decreto Lavoro. Ma anche col nuovo pacchetto sulla sicurezza sul Lavoro a cui sta lavorando la stessa Calderone. Nel suo intervento Bombardieri ha fatto cenno proprio alle “aperture” del governo sul tema. “In occasione dell’ultima manovra, abbiamo avanzato ulteriori rivendicazioni al governo Meloni. E risposte ci sono state, non esaustive, ma per noi importanti: sono stati destinati due miliardi per interventi sul lavoro e per la detassazione degli aumenti contrattuali. Siamo stati criticati, in qualche caso sbeffeggiati, ma chiarezza è stata fatta dall’Inps: quei soldi da noi richiesti e stanziati dal governo hanno coinvolto 3.800.000 persone. Per noi, questo è un risultato apprezzabile”, ha detto il segretario. Inoltre “riteniamo una nostra vittoria la scelta del governo di identificare il salario dignitoso con il salario dei contratti maggiormente rappresentativi, non era mai successo con nessun governo”; e la condizionalità degli aiuti “dopo anni e governi che hanno dato soldi a tutte le aziende”, ha aggiunto. Meloni ha subito colto la palla al balzo per ringraziare il “Bomba” (“ho scoperto oggi che lo chiamano così”) per la relazione “estremamente corposa, articolata e ricca di spunti”. E dopo un abbraccio con la mamma di Luana D’Orazio, morta sul lavoro a 22 anni, è salita sul palco per rivendicare il dialogo con la Uil e le altre sigle. “Sono l’unico premier ad aver partecipato, nel suo mandato, ai congressi dei tre principali sindacati”, ha detto Meloni. Che ha lanciato segnali chiari al segretario Bombardieri (che domenica sarà rieletto alla guida del sindacato): “Lui e la Uil in questi anni hanno rappresentato l’interlocutore che non antepone l’ideologia alla ricerca delle soluzioni”. Ha riconosciuto che quella sul salario giusto “è una rivendicazione della Uil ma credo sia una vittoria per tutti i lavoratori”. Rintuzzando le opposizioni per il salario minimo che non funziona, “come si vede dal caso pugliese”. Meloni ha poi dato risposta alle richieste avanzate da Bombardieri sul rifinanziamento, nella prossima manovra, della detassazione dei rinnovi contrattuali: “E’ un provvedimento efficace al quale vogliamo dare continuità e stabilità. Ne ho già parlato con la ministra Calderone e con Giorgetti, e voglio dire al segretario Bombardieri che il Governo raccoglie l’istanza di garantire che questa misura possa essere confermata anche nella prossima legge di Bilancio”, ha detto la premier. Che poi si è molto soffermata sul tema sicurezza sul lavoro. “A qualsiasi famiglia colpita da una morte sul lavoro voglio dire: qui tutti siamo convinti che su priorità come queste si misura la civiltà di una nazione. Abbiamo cercato di fare la nostra parte, abbiamo fatto uno sforzo importante e oggi lo stato è dentro i luoghi di lavoro come non si vedeva da tempo con 158mila ispezioni solo nel 2024”, ha rivendicato Meloni. Specificando di aver chiuso “con i bonus a pioggia, anche alle aziende che non rispettano la sicurezza”. Con l’impegno di estendere la patente a crediti anche ad altri settori. “Le parole di Bombardieri riconoscono il lavoro del governo e della maggioranza”, dice al Foglio Walter Rizzetto, esponente di FdI e presidente della commissione Lavoro alla Camera. “Ritengo che da persona seria, spronando il governo a fare ancora di più, riconosca che qualcosa è cambiato. Rilancia la nostra disponibilità, come abbiamo sempre detto, a confrontarci con tutte le sigle”. Di certo c’è che le corrispondenze tra Meloni e la Uil permettono alla premier di guardare con meno preoccupazione a un eventuale “autunno caldo”. Con la speranza che questo bacino elettorale possa, chissà, poi decidere di confermarle la fiducia quando si andrà a elezioni.
Meloni e il “Bomba”. La premier dalla Uil strappa applausi e ringraziamenti. Promesse su sicurezza e Manovra
Le corrispondenze tra la premier e il segretario al Congresso Uil (il primo con un capo di governo dai tempi di Prodi). Rizzetto: "E' un riconoscimento al lavoro fatto. E alla nostra apertura verso tutte le sigle"











