Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiMaurizio Landini fa opposizione dura al governo, collocando la Cgil nel campo largo in alternativa al centrodestra, ma il mondo sindacale si ritrova più diviso che mai, con la Cisl che ha scelto la strada della collaborazione col governo (l’ultimo suo segretario, Luigi Sbarra, è stato promosso sottosegretario al Sud da Giorgia Meloni) e adesso anche la Uil si distacca dalla strategia inflessibile di Landini e addirittura invita la presidente del Consiglio (che accetta con entusiasmo perché in questo modo sottolinea l’isolamento della Cgil) nella giornata inaugurale del suo congresso, oggi a Padova. Interverrà alle 17,30, dopo la relazione introduttiva del segretario, che ascolterà seduta in prima fila.
Il confronto tra Uil e il governo Meloni
Dice il segretario Uil, Pierpaolo Bombardieri: «Cosa ci aspettiamo dalla Meloni? La continuazione del confronto che c'è stato su temi prioritari come il lavoro e il recupero del salario, la perdita del potere d'acquisto, i contratti pirata. Si può procedere assieme perché alcune nostre proposte sono state recepite nel decreto primo maggio. Credo sarà un confronto proficuo. Insisteremo inoltre per ottenere l’estensione erga omnes dei contratti sottoscritti dalle organizzazioni più rappresentative, come primo passo in attesa che si riesca ad ottenere l’applicazione dell’articolo 39 della Costituzione, sulla rappresentanza dei sindacati. Il sindacato, oggi, ha tutte le caratteristiche necessarie per essere riconosciuto nei termini indicati dalla Carta: abbiamo gli iscritti, le certificazioni, le sedi, la presenza capillare nei territori, chiediamo alla politica di agire. Ma c’è necessità che anche le imprese affrontino il problema della rappresentanza, mostrino la stessa disponibilità a farsi contare. Per certi versi, si potrebbe dire che le associazioni delle imprese hanno più complicazioni a mettersi d’accordo tra loro che non i sindacati. Comunque ci aspettiamo una risposta positiva, perché il problema dei contratti pirata non riguarda solo noi ma anche, e forse anche di più, proprio il mondo delle imprese».







