<p>Chi lo scorso 1° luglio fosse entrato in quella che un tempo era la vecchia sala delle grida di Borsa Italiana avrebbe percepito un’insolita atmosfera d’euforia.
Amministratori delegati e responsabili finanziari di cento società quotate si sono ritrovati in quello che fu il cuore pulsante di Palazzo Mezzanotte per celebrare <a href="https://www.milanofinanza.it/news/banca-generali-porta-a-piazza-affari-un-etf-attivo-a-fisco-zero-sulle-pmi-quotate-italiane-come-202607011130319626" target="_blank">l'ingresso delle rispettive aziende nel nuovo indice di Intermonte</a>: un paniere che punta a includere, nell’idea della società di advisory e analisi del gruppo Banca Generali, tutte quelle <strong>mid e small cap</strong> che soddisfano una serie di criteri quantitativi pensati per selezionare le migliori pmi quotate.
E ovviare a un cronico problema della borsa tricolore: realtà con fondamentali anche solidi che non riescono tuttavia a mettere a terra il potenziale a causa di scambi spesso rarefatti. <span contenteditable="false"> </span> </p> <p> </p> <p><span contenteditable="false"> </span><span contenteditable="false"> </span> </p> <h2><strong>Il paniere ai raggi X</strong></h2> <p>«Per costruire l’indice abbiamo incontrato centinaia di imprenditori, che lamentano in particolare un disallineamento tra i fondamentali delle aziende a forte sconto rispetto alle valutazioni di mercato, soprattutto per un tema di scarsa liquidità», spiega <strong>Guglielmo Manetti</strong>, ad di Intermonte.<span contenteditable="false"> </span> </p> <p>Le società incluse, oltre al criterio dimensionale, devono rispondere a precisi parametri: un <strong>flottante almeno del 30%</strong> (oltre che pari o superiore a 5 milioni di euro), almeno una copertura di analisti negli ultimi 18 mesi, un rapporto tra debito netto ed ebitda inferiore a 5.







