MILANO –Banca Generali prova ad aumentare quantità e vigore delle Pmi in Borsa. Con il progetto Pmi2Change il gruppo lancia l’indice “Intermonte Valore Italia”, che include cento società quotate a Piazza Affari con valori sotto il miliardo di euro ed escluse dal paniere Ftse Mib. In più presenta un fondo Etf a gestione attiva, il primo conforme alle norme sui Pir (i piani di risparmio fiscalmente agevolati del 2017), in cui investirà 100 milioni, visti salire a 500 «nel medio termine», tutti investiti nel nuovo indice.

«Questi imprenditori sono la vera spina dorsale del sistema produttivo e oggi più che mai hanno bisogno di sentire il sistema Paese al fianco», ha detto Gian Maria Mossa, ad di Banca Generali, notando che, a differenza dei grandi Paesi Ue, in Italia le imprese non quotate valgono 1.800 miliardi, molto più dei 1.200 miliardi di valore delle quotate. Un problema storico, con radici culturali e strutturali, che priva della necessaria liquidità le quotate minori: infatti sono l’80% del totale, ma pesano per il 3% come valore. In prima fila c’era il sottosegretario all’Economia, Federico Freni: «Non bisogna chiudersi nel proprio orto, perché il mercato finanziario è un ecosistema aperto», ha detto. Sull’Opas di Intesa su Mps (dove il Mef ha il 4,2%), ha aggiunto: «Il mercato va e il governo osserva».