<p>Il nuovo Etf sulle piccole e medie imprese di Piazza Affari di Banca Generali e Intermonte rappresenta un unicum nel panorama degli investimenti europei: è infatti il primo comparto quotato a gestione attiva ad avere come sottostanti solo società di Piazza Affari <a href="https://www.milanofinanza.it/news/la-carica-delle-100-pmi-da-piaggio-a-mondadori-chi-c-e-dentro-l-etf-su-piazza-affari-a-fisco-zero-e-chi-202607031903295941?&myRequestId=1783096350658" target="_blank">con il limite massimo del miliardo di capitalizzazione</a>. </p> <p>Ma non è ovviamente l’unico strumento per esporsi all’universo delle small e mid cap.
E nemmeno il primo ad avere in pancia esclusivamente titoli italiani non inclusi nel Ftse Mib. </p> <h2><strong>Il precedente di Amundi</strong></h2> <p>Già nel lontano 2014 Amundi aveva quotato un fondo-indice (in questo caso passivo) denominato <strong>Ftse Italia Pmi Pir 2020</strong>.
Una data, quella nel nome, che all’epoca della quotazione indicava il limite temporale minimo per il godimento dell’esenzione fiscale. </p> <p>Oggi l’Etf (che ha un total-expense-ratio annuo dello 0,4%) gestisce 188 milioni di euro di masse, ha messo a segno una performance complessiva del 172% (contro il 262% del Ftse Mib) e come prime partecipazioni ha <strong>Technoprobe (9%), Banca Generali (6%), Interpump (5,5%) e Pirelli (5%)</strong>.









