Andrea Caschetto, il viaggiatore modicano conosciuto in tutto il mondo per i suoi progetti umanitari e per la capacità di trasformare ogni viaggio in un gesto di vicinanza verso gli altri, ha concluso in questi giorni un tour in bicicletta attraverso la Sicilia. Un percorso lento, scelto apposta per fermarsi, osservare, ascoltare. E soprattutto incontrare.
Caschetto ha attraversato l’isola senza un itinerario rigido, lasciandosi guidare dalle persone e dalle storie che il cammino gli metteva davanti. Famiglie che lo hanno accolto in casa come un figlio, anziani che vivono ai margini dei paesi, malati che combattono ogni giorno con la fragilità, bambini che gli hanno regalato sorrisi e domande. Una Sicilia reale, lontana dalle cartoline, fatta di contraddizioni e di una bellezza che spesso nasce proprio dalle sue ferite.
Il viaggio, raccontato tappa dopo tappa sui social, è diventato un mosaico di incontri: piccoli gesti di generosità, racconti di vita, abbracci improvvisati. Caschetto ha pedalato tra borghi interni e coste assolate, scoprendo una Sicilia che non sempre riesce a mostrare la sua parte più vulnerabile, ma che a lui si è aperta con naturalezza. “La bicicletta ti costringe a rallentare – ha scritto – e quando rallenti, le persone si avvicinano”.









