HomeViareggioCronacaIn bicicletta in Sicilia per incontrare i "colleghi" dell’AvisUn’impresa per certi versa epica. Che trasuda di passione, profuma di amicizia e voglia di mettersi alla prova. C’è qualcosa...I cinque amici appassionati di bicicletta partita per attraversare la Sicilia a Piedi e incontrare gli altri appartenenti alle Avis della zonaRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciUn’impresa per certi versa epica. Che trasuda di passione, profuma di amicizia e voglia di mettersi alla prova. C’è qualcosa di veramente stoico in quello che i cinque amici viareggini: Marcello Ricci, Carlo Frangipani, Mauro Fredducci, Vincenzo Contino e Vincenzo Giorgio, appartenenti al gruppo Avis di Lido di Camaiore, hanno compiuto in 10 giorni con le loro biciclette da corsa. I cinque, grandi appassionati di ciclismo e motivati dal gemellaggio con il gruppo Avis di Catania, sono arrivati in Sicilia in traghetto e da lì hanno fatto il giro dell’isola pedalando dalla costa alla montagna, dalle città alla collina. In totale 1180 chilometri, niente male, ma la cosa più incredibile è che questi indistruttibili amici, rimasti in sella per 6-7 ore al giorno, hanno portato a termine questa vera e propria impresa mica da giovani.... I due ‘ragazzini’ Vincenzo Giorgio e Vincenzo Contino di anni ne hanno rispettivamente 65 e 66, Mauro e Carlo 74 e 75, Marcello, il ‘leader’ del gruppo, addirittura 81. "Tutto è nato dalla passione per il ciclismo e la voglia di raggiungere i nostri amici dell’Avis etneo - racconta Marcello, campione italiano provinciale nel 1964 e compagno di pedalate di Felice Gimondi, Gianni Motta e Francesco Mozer -. Così ci siamo imbarcati a Livorno ed abbiamo raggiunto l’isola. Lì è iniziato il nostro Giro, con tappe ben stabilite, comitato di accoglienza pronto ad aspettarci ad ogni fermata e ammiraglia che ci scortava per ogni bisogno. Palermo-Palermo andata e ritorno, per totali 9 tappe, passando da Trapani, Mazzara del Vallo, Agrigento, Modica, Ragusa, Noto, Siracusa, Catania, Acireale, Taormina, Barcellona Pozzo di Gotto e Cefalù. Alla fine di ogni tappa venivamo ricevuti dai rappresentanti locali e mangiavamo assieme per rifocillarci per la tappa seguente. Abbiamo pedalato lungo enormi viali, dure salite e discese tecniche per metterci alla prova. Con noi c’era anche un portafortuna attaccato su ogni telaio: Burlamacco. Per tutti eravamo i ciclisti del Carnevale di Viareggio".
In bicicletta in Sicilia per incontrare i "colleghi" dell’Avis
Un’impresa per certi versa epica. Che trasuda di passione, profuma di amicizia e voglia di mettersi alla prova. C’è qualcosa...







