Un duro scontro si sta consumando in Veneto intorno alla riapertura del tribunale di Bassano del Grappa, ribattezzato della Pedemontana.
Contrari, e non da oggi, a questa nuova modifica della geografia giudiziaria sono i fori di Padova e Vicenza che - insieme a Treviso - vedrebbero ridotte le loro dimensioni in favore del nuovo tribunale di cui ancora non si conosce la disponibilità di organico sia amministrativo che togato, a fronte delle gravi scoperture degli altri tribunali della regione.
Il presidente degli avvocati di Vicenza, Alessandro Moscatelli, ha tenuto una conferenza stampa in cui ha spiegato che «non serve un ottavo tribunale in Veneto, mentre la scopertura di personale del Tribunale di Vicenza ha un carattere endemico» e «il tema della prossimità di servizio ai cittadini, a nostro avviso, rappresenta un falso problema. Ciò che conta davvero è garantire decisioni giuste, rese in tempi ragionevoli e con un elevato livello di qualità» E ancora, «l'accorpamento e la centralizzazione favoriscono la specializzazione sia degli avvocati sia dei magistrati, contribuendo così a un sistema giudiziario più efficiente e a decisioni di qualità superiore». Dello stesso avviso il presidente di Padova, Francesco Rossi: «A Padova, la scopertura del personale si attesta intorno al 30%" e dunque "fatichiamo a credere all'ipotesi secondo cui il nuovo tribunale della Pedemontana potrà contare su risorse aggiuntive. È difficile immaginare che vi siano nuove disponibilità di personale: con ogni probabilità, le risorse dovranno essere sottratte agli uffici già esistenti, facendo leva su presunti soprannumeri che, nella realtà, non esistono».








