Il Ministero della Giustizia ha pomposamente lanciato, dal primo luglio, su tutto il territorio nazionale il Tribunale online, per ridurre spostamenti e accessi alle cancellerie da parte degli utenti, ma allo stesso tempo continua a perseguire, secondo convenienze politiche, i palazzi di giustizia di prossimità. Il risultato è una frantumazione di sedi che, in Veneto, è condensata dal progetto governativo di riaprire il Tribunale di Bassano, chiuso nel 2012.

Il nome di Tribunale della Pedemontana sintetizza l’obiettivo di fornire un servizio alla popolazione che vive sia nell’Altopiano di Asiago sia nelle aree collinari, a cavallo tra le province di Vicenza e Treviso. In realtà è una struttura (l’ottava del Veneto) fortissimamente voluta dalla Lega, con il sottosegretario alla Giustizia, l’avvocato padovano Andrea Ostellari, che dice: “È un grande passo in avanti per il Veneto, il treno in corsa non si può fermare”. Favorevole anche il Guardasigilli Carlo Nordio, trevigiano, di Fratelli d’Italia.

La scelta divide il centrodestra, se si pensa che l’avvocato Pierantonio Zanettin, di Forza Italia, capogruppo della Commissione Giustizia del Senato, è da sempre contrario al progetto. “È una battaglia di retroguardia. Due piccoli tribunali, Vicenza e Bassano, non hanno senso. È sorprendente e lunare che la Lega, principale capofila di questo disegno di legge, che si è sempre battuta per il rispetto dei territori, voglia imporre una geografia giudiziaria che amministratori e operatori della giustizia nell’Alto Vicentino non vogliono”.