Una “controriforma priva di fondamento empirico“, che “abbandona la strada della razionalizzazione assecondando istanze localistiche“, senza “una visione sistematica” né “una seria analisi delle risorse disponibili”. L’Associazione nazionale magistrati demolisce il disegno di legge del governo per istituire il nuovo Tribunale della Pedemontana veneta con sede a Bassano del Grappa (Vicenza), voluto dal ministro della Giustizia Carlo Nordio e dal sottosegretario leghista Andrea Ostellari, entrambi originari di quell’area. Un provvedimento, spinto dal Carroccio a scopo elettorale, che va in direzione opposta rispetto alla soppressione di 37 “tribunalini” voluta dal governo Monti nel lontano 2012. In Commissione Giustizia alla Camera – dove il testo è in discussione da gennaio – martedì è stato ascoltato il giudice milanese Sergio Rossetti, membro della giunta centrale dell’Anm, che ha depositato un documento in cui il sindacato delle toghe “esprime una valutazione fortemente negativa del disegno di legge”, chiedendone il ritiro o quantomeno un “complessivo ripensamento“. Quella di Nordio e Ostellari, denunciano i magistrati, è “a tutti gli effetti una controriforma: non corregge la riforma del 2012 sulla base di una valutazione dei suoi effetti, ma la rovescia assecondando istanze locali, senza una adeguata istruttoria sulle effettive carenze di cui soffrono i circondari interessati dall’intervento normativo, che dovrebbero essere risolte immettendo risorse umane e materiali dove servono, senza istituire nuovi tribunali o mantenere in vita quelli che si era scelto di sopprimere”. Oltre a creare la sede di Bassano, infatti, il ddl ripristina ufficialmente i “tribunalini” abruzzesi di Avezzano, Sulmona, Lanciano e Vasto, nonché le sezioni distaccate all’Isola d’Elba, Lipari e Ischia, tutti uffici aboliti sulla carta ma mantenuti attivi attraverso continue proroghe.