BOLZANO. Un solo nuovo immobile potrebbe non bastare per sostituire il tribunale di Bolzano crollato e l’immensa attività giudiziaria che vi stava dentro. Troppi gli uffici, i faldoni e il personale da ospitare. Sta prendendo piede l’ipotesi di dividere i giudici e le cancellerie dalla Procura di Bolzano. Un aspetto di cui si è tenuto conto ieri durante la giornata dedicata ai sopralluoghi per individuare la sede temporanea del tribunale. Quattro le strutture prese in considerazione sulle venti offerte dai privati che hanno risposto alla richiesta d’aiuto lanciata dalla Provincia. Serve un complesso (o forse due), e in fretta, per i prossimi sei anni. Una decina le persone coinvolte nelle ispezioni da mattina a sera, con in mezzo un pranzo al Waltherpark: erano presenti l’assessore Christian Bianchi, la direttrice di ripartizione Virna Bussadori, il capo del dipartimento Opere pubbliche e Patrimonio Daniel Bedin, la presidente del tribunale Francesca Bortolotti, il procuratore Axel Bisignano e altri rappresentanti della giustizia.
«La selezione si è concentrata su edifici con la capienza adatta e già adibiti ad uso ufficio, in modo da non dover eseguire lavori edili» fa sapere Bianchi. In serata il Tribunale ha definito le preferenze, stilando una lista di difetti e pregi di ogni immobile. Per la scelta definitiva occorrerà però ancora qualche giorno per espletare le attività amministrative ed effettuare le stime. All’inizio della prossima settimana si conta di chiudere gli accordi con i proprietari. Fino ad allora, i nomi dei privati potrebbero continuare ad essere coperti dal riserbo. La lista delle strutture che rispondono alle esigenze (per metratura, zona geografica e caratteristiche interne) è secretata. Si parlerebbe di un immobile nella zona di Gries, uno in centro, un altro da 6mila metri quadrati disposto su più piani. Oggi, nel corso di una conferenza stampa indetta alle 11 davanti a ciò che resta del tribunale di Bolzano, forse se ne saprà di più. Il decreto legge Nel frattempo ieri, come avevamo anticipato negli scorsi giorni, è arrivato il via libera del Consiglio dei ministri al decreto legge che mette uno stop alle udienze non urgenti fino al 30 settembre.







