Il "modello di governo" che preoccupa Pedro SánchezL’immagine disegnata in Andalusia potrebbe trovare riflesso su una tendenza nazionale: è lì che il centrosinistra spagnolo ha di che preoccuparsi. Il Guardian lo ha definito un “progressivo consolidamento strutturale” tra i due partiti. In pochi mesi, Pp e Vox hanno siglato cinque accordi regionali, contando anche il bilancio della Comunità Valenciana. Il Psoe, partito di Sánchez, ha parlato di un “modello da governo”, non di patti occasionali. E la segreteria del partito ha aggiunto su X: “Feijóo (il presidente del Pp, ndr.) ha deciso che il futuro del Partito popolare passa dall’amministrare mano nella mano con l’estrema destra. Senza Vox, il Pp non sa più governare”. Dal canto suo, lo stesso Alberto Núñez Feijóo ha ripetutamente rifiutato di escludere una coalizione con Vox alle elezioni politiche del 2027. E in una recente intervista ad Antena 3 ha detto: “Se dovessimo fare un accordo di coalizione, ci siederemo e formeremo un governo che rispetti i principi fondamentali dei nostri partiti”. È l’erede di Pablo Casado, che era stato presentato come l'uomo del ritorno al centro e che sei anni fa aveva attaccato Vox in un discorso parlamentare definendolo il “partito della paura, della rabbia, del risentimento e della vendetta”, salvo poi affidarsi a quei voti per governare in tre regioni.
Spagna, l'asse tra Popolari e l'ultradestra di Vox in l'Andalusia: un consolidamento "che punta al governo centrale"?
Tra i punti dell'accordo, il rifiuto alla politica migratoria portata avanti da Sánchez, una legge per edulcorare (o cancellare) i crimini del franchismo e la t











