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Le elezioni regionali di domenica in Andalusia – una delle comunità autonome della Spagna – sono state vinte dal Partito Popolare, di centrodestra. L’esito del voto ha confermato una tendenza che si sta vedendo da un po’ nel paese: un calo dei consensi significativo per il Partito Socialista (PSOE, la sigla in spagnolo) del primo ministro spagnolo Pedro Sánchez, e una crescente centralità del partito di estrema destra Vox.
Al momento Vox sembra l’unico con cui il Partito Popolare (PP) potrebbe allearsi per raggiungere la maggioranza dei seggi al parlamento regionale e poter dare così la fiducia a un nuovo governo regionale espresso dal PP.
I Socialisti sono arrivati secondi con il 22,7 per cento dei voti e hanno perso due seggi, passando da 30 a 28. Per loro è il risultato peggiore in Andalusia da quando si tengono le elezioni regionali, cioè dal 1982. L’Andalusia è una regione che il PSOE ha governato per decenni, anche superando il 50 per cento dei consensi, di cui però ha perso il controllo alla fine del 2018 con la prima vittoria di una coalizione di destra guidata dai Popolari.
L’altro risultato significativo è quello di Vox in rapporto ai voti del Partito Popolare. Vox ha preso quasi il 14 per cento dei voti, una percentuale poco più alta delle ultime elezioni nel 2022, e ha ottenuto in tutto 15 seggi (uno in più del 2022). Pur senza guadagnare molto, la sua centralità è aumentata per il calo fatto registrare dal PP, che ha ottenuto il 41 per cento dei voti pari a 53 seggi, 5 in meno rispetto al 2022 e 2 in meno dei 55 che gli servirebbero per avere la maggioranza assoluta nel parlamento regionale.











