Domenica, in Andalusia, oltre 6,8 milioni di elettori hanno eletto il presidente della Comunità autonoma e i 109 deputati del parlamento regionale. Ha vinto Juan Manuel Moreno, del Partito popolare (Pp), con il 41,6 per cento dei voti e 53 deputati. Seguono a grande distanza i socialisti del Psoe, con il 22,7 per cento e 28 deputati. Vittoria schiacciante del Pp ma con retrogusto amaro, perché perde la maggioranza assoluta ottenuta nel 2022. Alla sua destra Vox cresce poco, passa da 14 a 15 deputati, ma ora ha più peso nell’aritmetica parlamentare. L’altra sorpresa viene dalla sinistra del Psoe, dove la coalizione Por Andalucía, composta da Izquierda Unida, Sumar e Podemos sotto la guida del comunista Antonio Maíllo, si è vista sorpassare dal piccolo Adelante Andalucía, partito della sinistra globalista e regionalista.Nato a Barcellona 56 anni fa, nipote di braccianti e figlio di genitori emigrati in Catalogna (quelli che i catalani chiamano charnegos, un po’ come dire “terroni”), Juan Manuel Moreno è considerato un esempio di centrista dal carattere discreto, agli antipodi anche rispetto a compagni di partito come la madrilena Isabel Díaz Ayuso. A causa di quei due seggi in meno, gli tocca trovare una soluzione governativa con gli estremisti di Vox, che proveranno a dettare la linea, come si è già visto in altre regioni autonome in cui ha prevalso il principio della “priorità nazionale” (altro modo per dire “prima gli spagnoli”). Particolarmente delicato sarà il nodo dei cosiddetti MENA, cioè i minori migranti non accompagnati, su cui Vox ha sciolto tutte le precedenti alleanze regionali con il Pp perché rifiuta la redistribuzione. Il punto è che l’Andalusia è terra di primo approdo, non può permettersi di concedere solidarietà alle altre regioni, deve chiederla, e nella trappola dei sovranismi incrociati ci lascia la zampa.Moreno forse ricorderà con nostalgia gli accordi del 2018, quando arrivò secondo dietro la socialista Susana Díaz, che però non aveva i numeri per governare e lui poté fare una coalizione di governo con Ciudadanos con l’appoggio esterno di Vox, allora giovane debuttante in un parlamento regionale (a quello nazionale ci arriverà qualche mese dopo). Oggi che lo stesso Pp ha fagocitato lo spazio politico di Ciudadanos, la stampella dei liberali non c’è più e Vox, anche quando cresce poco, è ormai un macigno sulla strada della governabilità.Problemi diversi in casa Psoe, dove continua a suonare l’orchestrina del Titanic. I socialisti hanno amministrato l’Andalusia per decenni, da che esistono i parlamenti regionali in Spagna, ma sembra allontanarsi la data in cui torneranno a governare. Domenica hanno battuto il loro record negativo scendendo sotto i 30 deputati. Dopo il voto in Estremadura, Aragona e Castiglia León, questa è la quarta sconfitta in cinque mesi per il partito di Pedro Sánchez e il volto di questa batosta è María Jesús Montero, vicepresidente del Consiglio e ministra delle Finanze fino poche settimane fa, nonché vice segretaria del Psoe, uscita insomma direttamente dal cilindro del primo ministro. Il quale, come in Aragona, dove aveva candidato un’altra ministra e portavoce del suo governo, Pilar Alegría, sembra fare di tutto affinché questi risultati abbiano un’innegabile lettura nazionale.Ma forse è solo un effetto collaterale della sua gestione accentratrice del partito. L’autonomia delle federazioni regionali si è contratta da quando lui ha riconquistato la segreteria proprio contro quelli che chiamava “baroni territoriali”, inclusa la sua rivale diretta, Susana Díaz, che dell’Andalusia è stata l’ultima presidente socialista. La stessa scelta di mandare metaforicamente a morire i suoi partner più stretti in improbabili duelli regionali è vista da molti come una tattica per continuare a controllare tutte le ramificazioni regionali del Psoe anche quando alla fine toccherà a lui perdere la sua battaglia elettorale.María Jesús Montero ha fatto una campagna disastrosa senza mai dare l’idea di poter fare la remontada. Interpellata sulla morte di due agenti impegnati nella lotta al contrabbando sulle coste andaluse, l’ha definita “incidente sul lavoro”. Giorni prima, la portavoce nazionale del Psoe, la catalana Montse Mínguez, aveva inanellato un’altra gaffe scrivendo su X: “Sono sicura che gli andalusi si alzeranno dal divano” per andare a votare. Era inevitabile che molti lo interpretassero come il tipico preconcetto sui charnegos sdraiati e pigri. E hanno votato per il presidente charnego.di