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Alessandra Muglia

I popolari perdono 5 seggi: niente maggioranza assoluta. Nuova sconfitta per i socialisti

Una disfatta annunciata per i socialisti del premier Pedro Sánchez, e una vittoria a metà per i conservatori del Pp. I risultati del voto in Andalusia — considerato un test a un anno dalle Politiche — confermano il primato del Partido Popular e dell’attuale governatore, Juan Manuel Moreno, che però perde la maggioranza assoluta: con il 41,5% dei voti, si aggiudica 53 seggi dei 109 della Camera regionale, perdendone 5. Per governare gli servirà l’appoggio di Vox, che con quasi il 14% delle preferenze ha guadagnato 2 scranni arrivando a 15. Il partito di ultradestra guidato da Santiago Abascal ha così vinto la sua sfida: voleva dimostrare al Pp che anche in Andalusia sarebbe diventato l’ago della bilancia, come accaduto nelle recenti elezioni regionali in Estremadura, Aragona e Castiglia e León, dove i Popolari hanno vinto, ma senza ottenere la maggioranza assoluta. Se Moreno non può governare l’Andalusia senza il suo sostegno, il presidente del Partido Popular dovrà accettare di non poter diventare premier senza Vox, è la sua equazione. Uno scenario che il governatore aveva cercato di evitare per tutta la campagna elettorale, esibendo un profilo moderato e centrista rispetto alla destra radicale, decisa a imporre anche nella regione meridionale della Spagna, frontiera d’Europa, la «priorità nazionale» nell’accesso ad aiuti e servizi pubblici agli immigrati. Le urne suggellano il calo del Partito socialista. Per invertire la rotta e risollevare le sorti di una formazione indebolita da una serie di scandali, non è bastata la discesa in campo della numero due di Sánchez, Maria Jesús Montero, che si era dimessa da ministra delle Finanze per giocare questa partita. Più che una partita persa, una disfatta: i socialisti si sono fermati sotto il 23% dei suffragi, meno che nella scorsa legislatura, il peggiore risultato di sempre in questa regione feudo socialista per 36 anni di fila, fino al 2018. In quell’anno il Pp la espugnò la prima volta, e poi di nuovo nel 2022, con numero di voti più che raddoppiati (da circa 750 mila a quasi 1,6 milioni, complice anche lo scioglimento di Ciudadanos e la confluenza di gran parte del suo elettorato).