Redazione
18 maggio 2026 12:27
Pedro Sanchez, LaPresse
Le elezioni regionali in Andalusia certificano un mutamento profondo negli equilibri politici spagnoli. Il Partito Socialista (Psoe) del premier Pedro Sánchez subisce una sconfitta senza precedenti in quella che, per quasi quarant'anni, è stata la sua principale roccaforte elettorale. Con il 23% dei voti, i socialisti ottengono appena 28 seggi su 109 disponibili: si tratta del peggior risultato mai registrato nella comunità autonoma.Il verdetto delle urne e il crollo socialistaA guidare il crollo è stata María Jesús Montero, ex vicepremier e ministra delle Finanze. La sua candidatura è finita al centro delle critiche delle opposizioni, che l'hanno indicata come l'emblema delle difficoltà del governo di Madrid, attualmente indebolito dal mancato varo della legge di bilancio e dalle inchieste per corruzione che lambiscono la cerchia ristretta del Primo ministro. Nonostante la gravità della sconfitta, Sánchez si è limitato a congratularsi via social con i vincitori, promettendo che il Psoe continuerà a promuovere "politiche utili".María Jesús MonteroIl Partito Popolare (Pp), guidato dal governatore uscente Juanma Moreno, si conferma la prima forza politica in Andalusia con il 41,6% dei consensi. Tuttavia, si tratta di una vittoria dal retrogusto amaro: i 53 seggi conquistati lasciano i conservatori a due lunghezze dalla maggioranza assoluta (fissata a 55), interrompendo l'autosufficienza conquistata nella tornata del 2022.Questo scarto numerico consegna le chiavi della governabilità a Vox. Il partito di estrema destra guidato da Santiago Abascal sale a 15 seggi (circa il 14% dei voti) e si posiziona nuovamente come ago della bilancia. Come sottolineato dallo stesso Abascal, si tratta della quarta volta consecutiva che Vox risulta decisivo per la formazione di una giunta regionale, replicando quanto già avvenuto in Estremadura, Aragona e Castiglia e León.La strategia del Pp andaluso si distanzia così dal "cordone sanitario" applicato da altre forze conservatrici europee nei confronti della destra radicale, aprendo a una cooperazione che i vertici del partito non escludono di riproporre su scala nazionale in vista delle elezioni legislative del 2027.Cosa succede oraIl negoziato tra Moreno e Vox si preannuncia complesso a causa di profonde divergenze programmatiche. Durante la campagna elettorale, la destra identitaria ha insistito fortemente sulla "priorità nazionale" per l'accesso ai servizi pubblici e al welfare, una linea non condivisa dal profilo moderato e centrista di Moreno.Il punto di attrito più critico riguarda la gestione dei flussi migratori, in particolare dei minori non accompagnati. Vox ha già fatto saltare precedenti accordi regionali con il PP per il proprio rifiuto alla redistribuzione dei migranti sul territorio nazionale. Una posizione paradossale per l'Andalusia che, essendo una regione di primo approdo, avrebbe la necessità geopolitica di chiedere la solidarietà delle altre comunità autonome anziché respingerla.I movimenti a sinistra di Sanchez La tornata elettorale, che ha registrato un'affluenza in crescita al 64% (otto punti in più rispetto al 2022), ha riservato sorprese anche sul fronte della sinistra radicale, che complessivamente sale a 13 seggi.La formazione anticapitalista e regionalista Adelante Andalucía, guidata da José Ignacio García, ha compiuto un balzo significativo passando da due a otto seggi, ottenendo il diritto a un gruppo parlamentare autonomo. Questo exploit ha permesso a García – la cui notorietà è cresciuta sensibilmente grazie ai dibattiti televisivi – di sorpassare la coalizione Por Andalucía (composta da Izquierda Unida, Sumar e Podemos), che si è fermata a 5 seggi.










