Gli avvocati dell'imprenditrice di Pompei stupiti dalla notifica di citazione a giudizio sul caso della presunta diffusione illecita della conversazione tra l'ex ministro Gennaro Sangiuliano e la moglie Federica Corsini. Fissata la prima udienza

Si apre un nuovo giudiziario sul caso Sangiuliano-Boccia che aveva portato alle dimissioni dell’allora ministro della Cultura, oggi consigliere regionale FdI in Campania. La Procura di Roma ha infatti disposto la citazione diretta a giudizio di Maria Rosaria Boccia, insieme al giornalista Carlo Tarallo, per la presunta diffusione illecita di una registrazione riguardante una conversazione privata tra Gennaro Sangiuliano e la moglie Federica Corsini. L’udienza predibattimentale è stata fissata per il 3 dicembre davanti al Tribunale di Roma, dove i due risponderanno in concorso dell’accusa di interferenze illecite nella vita privata.

Perché Boccia è accusata di aver diffuso l’audio con Sangiuliano

Secondo il decreto di citazione a giudizio, Boccia e Tarallo avrebbero diffuso «frammenti della registrazione della conversazione intrattenuta» tra Sangiuliano e la moglie nella loro abitazione, durante la quale l’allora ministro le confessava la relazione extraconiugale con Boccia.