L’autopsia sul detenuto di Cirò Marina morto nel carcere di Rossano fa emergere dubbi su dosaggio del farmaco ed eventuale shock anafilattico
CIRÒ MARINA – Non un semplice malore, ma un groviglio di lesioni estese e il sospetto, sempre più concreto, che a stroncare il detenuto Cataldo De Luca sia stata una reazione fatale a quel sedativo iniettato nel carcere di Rossano. I primi esiti dell’autopsia sul corpo del 42enne di Cirò Marina sembrano avvalorare la pista d’indagine aperta dalle drammatiche denunce della famiglia, trasformando l’ipotesi del farmaco killer nello snodo cruciale dell’inchiesta. Dosaggio sbagliato? Shock anafilattico? Il sedativo è stato somministrato da agenti o medici? Sono soltanto alcuni degli interrogativi in piedi.
Da Rossano a Catanzaro
Il giallo è così intricato da aver imposto, nelle ultime ore, una brusca deviazione logistica. Le operazioni peritali, inizialmente avviate nell’obitorio di Rossano sotto un blindatissimo riserbo istituzionale, si sono dovute trasferire d’urgenza all’istituto di medicina legale dell’Università “Magna Græcia” di Catanzaro per la mancanza di apparecchiature specifiche nella struttura ospedaliera dello Jonio cosentino. La sostituta procuratrice di Castrovillari Angela Cioffi, che coordina le indagini provvisoriamente aperte contro ignoti, ha disposto il trasferimento proprio per non lasciare nulla al caso ed evitare una ricognizione frettolosa.














