"Bloccati in ascensore con un bimbo di un anno e mezzo, siamo stati salvati dai vigili del fuoco perché il sistema di allarme dell’impianto è assolutamente inadeguato". Lo racconta l’avvocato Nicola Piccinini, protagonista suo malgrado di una disavventura mercoledì sera. "Intorno alle 19.30 con la mia compagna, nostro figlio, il cagnolino e tre ragazze abbiamo preso l’ascensore per salire dal parcheggio dei giardini Diaz in centro. Ma a metà strada l’ascensore si è bloccato. Abbiamo provato a usare il sistema di allarme dell’ascensore, ma nessuno ci ha risposto. Un po’ preoccupati, abbiamo provato a chiamare il numero di emergenza, ma i telefoni lì dentro non prendono. Abbiamo insistito con il pulsante dell’allarme, senza risultati. Per fortuna una delle ragazze a un certo punto è riuscita a prendere la linea e ha chiamato il 112. Non è stata una procedura semplice: nell’ascensore suonava a tutto volume l’allarme e l’operatrice al telefono ci sentiva male. Per giunta, non rispondendo da Macerata, abbiamo dovuto farle capire dove fossimo. Tra la linea debole e la sirena, è stata una comunicazione molto complicata. Per fortuna però i vigili del fuoco sono stati bravissimi, solleciti e professionali: sono arrivati subito e così siamo usciti. Ma era passata mezz’ora da quando si era fermato l’ascensore. Il sistema di allarme dell’impianto non può funzionare così: se qualcuno resta bloccato dentro l’ascensore deve esserci un operatore che risponde subito e dà l’allarme. A noi per fortuna alla fine non è successo niente, ma ci siamo preoccupati e possono esserci situazioni in cui non è possibile aspettare per mezz’ora che qualcuno si accorga del problema".