Un pianto disperato, ostinato e ininterrotto ha spezzato il silenzio di una calda domenica mattina a Moglia, nel Mantovano, trasformandosi in una vera ancora di salvezza per una bimba di pochi mesi.
In un appartamento al quarto piano di viale Coppini, la piccola era rimasta sola per ore accanto al corpo privo di vita della donna che la stava accudendo. L’allarme è scattato poco dopo le 11 del 28 giugno 2026.
Insospettiti da quel lamento anomalo, i vicini hanno provato a mettersi in contatto con l’interno suonando il campanello e telefonando, senza ottenere risposta. La gravità della situazione è apparsa evidente quando una residente ha tentato di utilizzare un mazzo di chiavi di riserva: la serratura risultava bloccata, con una chiave inserita dall’interno.
Oltre la porta blindata, la scena era già compromessa: la donna era morta da tempo e la neonata continuava a chiedere aiuto con l’unico mezzo a sua disposizione: il pianto. È partita immediata la chiamata al 118, alle forze dell’ordine e ai Vigili del fuoco.
La squadra del distaccamento di Suzzara, valutata l’urgenza e il rischio per la lattante in una giornata in cui la colonnina di mercurio toccava i 39 gradi, ha preso una decisione tanto rapida quanto decisiva.










