Le precipitazioni nelle ultime ore rappresentano un sollievo ma non sono la soluzione del problema – il grido d’allarme degli agricoltori –. Arriviamo da oltre cento giorni di deficit pluviometrico senza soluzione di continuità, con mesi caratterizzati da precipitazioni ben al di sotto della media e temperature elevate che hanno prosciugato rapidamente le riserve idriche. La criticità del Po resta elevata e le portate continuano a essere insufficienti a garantire un equilibrio del sistema, con ripercussioni sull’irrigazione, sull’approvvigionamento idrico e sul contrasto alla risalita del cuneo salino. Servono interventi strutturali e una gestione condivisa della risorsa acqua, non possiamo affidarci esclusivamente all’andamento meteorologico.

Dopo il passaggio della perturbazione che ha portato piogge e maltempo, l’anticiclone riprende il controllo della penisola, mantenendo i termometri in linea con le medie stagionali. Anche se le previsioni non dicono nulla di buono. Dopo la prima decade di luglio sono annunciati picchi di calore.

Preoccupante il quadro: dall’inizio dell’anno idrologico sono mancati 2,4 miliardi di metri cubi d’acqua, mentre le portate dei principali corsi d’acqua rimangono significativamente inferiori ai valori storici. "L’emergenza idrica deve accelerare la realizzazione delle infrastrutture necessarie ad aumentare la capacità di trattenere l’acqua quando è disponibile, a partire dal piano degli invasi multifunzionali".