Con i primi dieci giorni da incubo a causa delle temperature estreme, a Modena l’estate si preannuncia torrida. Già nelle scorse settimane, in città si è acceso il dibattito sulla climatizzazione delle scuole. Un tema che si lega a una questione più ampia, ovvero come ripensare gli spazi urbani per affrontare temperature sempre più estreme. Le sfide non mancano, sia per quanto riguarda la realizzazione di rifugi climatici, cioè luoghi pubblici accessibili e progettati per offrire sollievo dall’afa, sia per la pianificazione di nuovi edifici e spazi comuni più adatti a far fronte al caldo. Il punto con Sofia Cattinari, presidente dell’Ordine degli Architetti di Modena.
Quali criticità e quali punti di forza presenta Modena rispetto all’emergenza caldo?
"Se si parla di temperature estreme, Modena si trova in una condizione sfavorevole a causa dell’elevata umidità, della distanza dal mare e della scarsa ventilazione naturale. Se però guardiamo al verde urbano, la città parte da una situazione positiva grazie all’attenzione che, nel corso degli anni, è stata riservata a questo tema. Anche i dati lo confermano: Modena è la città italiana con il maggior numero di alberi rispetto agli abitanti. Come è noto, la vicinanza di un parco, entro un raggio di circa 150 metri, può ridurre la temperatura percepita da uno a tre gradi".














