Ancona, 3 luglio 2026 – "All’interno del parco è vietato introdurre e consumare cibi e bevande dall’esterno". Questo cartello è apparso nei giorni scorsi al parco Belvedere di Posatora scatenando una ridda di commenti social, rinfocolati l’altro ieri dal video postato da uno dei gestori del Posa Park. Un invito, da parte dei gestori, a consumare presso la loro attività; un annuncio che ha fatto arrabbiare molti visto che l’area data in concessione dal Comune si trova all’interno di uno spazio pubblico dove chiunque può portare e consumare legittimamente ciò che vuole. Ieri la vicenda è finita in consiglio comunale e il confronto tra la minoranza, nella persona del consigliere Andrea Vecchi che ha presentato un’interrogazione all’assessore competente, Angelo Eliantonio. La risposta non c’è stata, o meglio è stata posticipata in forma scritta (un mese di tempo a disposizione) da Eliantonio che si è limitato a un concetto base: "L’utilizzo pubblico del parco è pienamente garantito. La risposta completa arriverà in forma scritta perché il consigliere Vecchi oltre al testo dell’interrogazione urgente ha anche fatto richiesta per una risposta scritta e io a quella mi atterrò".

Ne è nata una diatriba regolamentare in aula che non è servita a ottenere la risposta sul comportamento dei gestori del Posa Park, da molti ritenuto censurabile, al punto da far richiedere da Vecchi e dalla minoranza un accesso agli atti per valutare i dettagli della concessione dell’ex Posabar. Ricordiamo che si tratta di una concessione di 9 anni attivata nel 2026 dopo un contenzioso amministrativo tra vecchi e nuovi gestori che lo scorso anno aveva provocato l’avvio in ritardo della stagione – a luglio inoltrato – e portato a una sentenza del Tar che, nei mesi scorsi, aveva obbligato il Comune a rifare la gara; la gara c’è stata e la commissione interna del Comune aveva di nuovo affidato la gestione del bar del parco Belvedere di Posatora alla stessa società: "Il problema è la fruizione dell’area da parte dei cittadini – ha commentato Andrea Vecchi (Pd) – L’assessore non ha risposto eppure in quel cartello i gestori imponevano, senza averne titolo, ai cittadini di non poter gustare un panino o a una nonna di sedere sulle gradinate del parco e far mangiare un pezzo di pizza ai nipotini. Questo non è accettabile. In un parco pubblico un concessionario non può decidere cosa è possibile fare o non fare, specie se si tratta di consumare cibi o bevande".