HomeUmbriaCronacaCereali, le quotazioni partono male. Debutto con prezzi in calo del 5-12%La campagna di raccolta è nel suo pieno, ma rispetto all’anno scorso orzo e tenero valutati di menoLa campagna di raccolta è entrata ormai nel suo pieno, ma le prime quotazioni non fanno ben sperareRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciLe premesse non sono affatto buone per i prezzi di vendita dei cereali. La campagna di raccolta è entrata ormai nel suo pieno, ma le prime quotazioni non fanno ben sperare per gli agricoltori. I prezzi di grano tenero e orzo della Borsa Merci di Perugia sono già più bassi rispetto alla stessa settimana di un anno fa. Con la sostanziale differenza che i costi delle coltivazioni sono lievitati in modo significativo dalla scorsa primavera, con l’incremento dei costi provocato dalla guerra Usa-Iran nel Golfo sia dei consimi che dei caraburanti agricoli.

Così ad esempio il gasolio agricolo è aumentato in media tra il 10 e 20 per cento anche in Umbria, mentre i prezzi dei concimi come l’urea sono cresciuti addirittura del 35-40%, sfiorando il 50% in alcune situazioni nella nostra regione. Costi pesantissimi a cui si spera di non dover aggiungere la diminuzione dei prezzi di vendita dei cereali. Come detto però le prospettive al momento non sono affatto rosee per le imprese agricole. Ecco allora che ad esempio l’orzo – a seconda della qualità – è quotato attualmente dalla Borsa merci di Perugia su una forbice che varia dai 16,5 ai 18 euro a quintale, rispetto ai 18,8/19,3 dell’ultima settimana di giugno del 2025, con una diminuzione che è pari quindi al 12% sulla quotazione minima. E anche il grano tenero non fa ben sperare, dato che per ora si registra a Perugia circa un euro di calo sul prezzo di vendita rispetto a dodici mesi fa: dai 20,1/20,4 euro a quintale del giugno ’25, infatti, al momento si è scesi a 19,1/19,7, con la diminuzione di circa 5 punti percentuali.