L’improvvisa scomparsa dello scrittore Giacomo Pinelli ha suscitato profondo cordoglio in Lunigiana e non solo. Pinelli era conosciuto per le opere teatrali e soprattutto per i romanzi, frutto di una passione per la scrittura che si conciliava con un talento puro nell’arte narrativa. L’ultimo suo testo, ‘La firma del chimico’, è uscito per DeriveApprodi nel gennaio di questo anno ed è il romanzo di formazione di un giovane nel secolo scorso che, da un primo atteggiamento di inerzia nei confronti del fascismo, passa a un’irreversibile presa di posizione contro le camicie nere di Mussolini, mettendo a rischio anche la vita pur di non rinunciare ai propri ideali. Un romanzo che per molti aspetti si presenta come una vivida metafora dei tempi attuali. La passione della scrittura di Pinelli è ben ricordata da Michele Canalini, ex docente del Pacinotti-Belmesseri.

"Ho conosciuto Giacomo a Fivizzano - dice - quando lui venne a tenere un corso di scrittura creativa ai miei studenti. In quell’occasione, dal modo in cui lui era riuscito a coinvolgere l’attenzione della classe, avevo capito subito che era un insegnante sensibile e capace di interagire con l’anima dei ragazzi. Quando è uscito il libro di Giacomo, l’ho letto in breve tempo e gli ho telefonato per dirgli che mi era piaciuto tantissimo, perché era un libro scritto davvero bene e con un bagaglio emotivo toccante. Lui si era quasi commosso e io gli avevo replicato che il mio era, così come lo è ancora oggi, un giudizio sincero di chi invece era rimasto colpito da una storia tanto avvincente quanto pulsante di sentimenti puri. Anzi, io e lui ci eravamo messi d’accordo per fare una presentazione assieme a Messina. Perché Messina? Per due motivi: io dallo scorso settembre mi sono trasferito in provincia di Messina come insegnante e inoltre uno dei protagonisti storici del romanzo di Giacomo, il professor Giorgio Errera, aveva realmente insegnato a Messina. Da questo momento in poi ho un motivo in più per far conoscere a più persone possibili le cose belle che Giacomo sapeva scrivere".