| 6 Agosto 2026 13:05 |

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(Adnkronos) – Non solo musica: Francesco Guccini, a partire dagli anni Novanta, ha costruito una ‘seconda vita’ da narratore, trasformando i luoghi della sua infanzia e le parole della tradizione in letteratura. L’Appennino tosco-emiliano, e in particolare Pavana, il paese d’origine della famiglia materna, dove è scomparso a 86 anni, è diventato il centro della sua produzione narrativa. Un territorio fatto di boschi, osterie, memorie della guerra, racconti tramandati a voce e personaggi che incarnano un’Italia che oggi non esiste quasi più.

Dalle opere ‘Croniche epafaniche’ (1989), ‘Vacca d’un cane’ (1994) e ‘Tralummescuro’ (2019), nelle quali intreccia la sua storia, quella locale e l’invenzione narrativa, alla collaborazione con Loriano Macchiavelli, col quale ha firmato numerosi romanzi gialli a quattro mani ambientati sull’Appennino, dando vita al personaggio del maresciallo Benedetto Santovito, la sua produzione letteraria è generosa. ‘Calde le pere!’, il suo ultimo romanzo, uscirà postumo a settembre per Giunti Editore. Tra i volumi più recenti, nell’ottobre 2025 ha dato alle stampe ‘Romeo e Giulietta 1949’, romanzo di formazione su una storia d’amore sovversiva nell’Italia divisa del dopoguerra. ‘Così eravamo: Raccolta’ nel 2024 sono invece cinque racconti che rievocano la giovinezza dell’autore.