Ha avuto un grande impatto emotivo sulla città la morte di Giuseppe Paolini, scomparso mercoledì mattina all’età di 79 anni. Parole di stima, da tutti gli ambiti della sua Civitanova, hanno accompagnato la notizia del decesso, all’ospedale cittadino, dove era stato trasportato dopo un aggravamento delle sue condizioni di salute. Non stava bene da tempo, da anni lottava contro gravi problemi di salute. E nonostante questo la sofferenza fisica non aveva intaccato il suo spirito indomito, l’anima ribelle e schietta, caratteristiche che hanno rappresentato il suo modo di essere un civitanovese vero e soprattutto un falchetto doc (era di Civitanova Alta e ci teneva a sottolinearlo). Ma, nei ricordi di chi l’ha conosciuto, larga parte prende anche la sua umanità, il suo mettersi a servizio dell’altro. È stato infatti anche un milite volontario autista della Croce verde. "Guidava benissimo visto che rispetto agli autobus le ambulanze dell’epoca erano per lui come dei go kart". Così lo ricorda Cesare Bartolucci, presidente della Croce Verde che ne sottolinea le doti di autista. Entrò nell’associazione nel 1976, partecipando al quarto corso per militi. "Vista la sua conoscenza delle città, maturata come conducente dei bus gran turismo dell’Atac, non si tirava mai indietro per guidare quando occorreva fare i viaggi della speranza verso gli ospedali delle grandi città o anche all’estero"spiega ancora Bartolucci. Non ci sarà una celebrazione religiosa per dire addio a Giuseppe Paolini. Ha voluto così, chiedendo soltanto di essere cremato e che le sue ceneri fossero poi disperse.