Pontremoli – È mancato a Pontremoli, in Lunigiana, lo scrittore Giacomo Pinelli. Era nato a Milano il 6 aprile del 1975. Aveva compiuto da poco 51 anni. Grande appassionato di scrittura, curava iniziative letterarie e teneva seminari in cui proponeva consigli a chi volesse approcciarsi all’arte dello scrivere. Era una persona molto gentile, nel proporsi. Al Circolo Fantoni della Spezia aveva tenuto un apprezzato corso di scrittura, intitolato “Pagine da imbrattare”. Era convinto dell’importanza di tirare fuori le proprie emozioni, il proprio percorso di vita. Non aveva «la pretesa di insegnare a scrivere», ma spiegava di essere «mosso dalla convinzione che ogni storia valga la pena di essere raccontata». Era operativo in particolare in Liguria ed in Toscana, anche con progetti di collaborazione con le scuole. Il padre era lunigianese. Il nonno Domenico aveva una nota trattoria. Era oste ed anche “un gran giocatore di briscola”. Era soprannominato “Volpone”. Giacomo raccontava di aver trascorso le sue vacanze estive col nonno, quando era bambino. Una antica osteria rimasta per anni il “regno” della famiglia, in un minuscolo borgo. Era stata questa la ragione del suo trasferimento dalla Lombardia. Aveva svolto l’incarico di direttore editoriale per la Fedelo’s di Parma ed era il co-fondatore del circolo culturale Giro di Parole. Il primo libro della sua storia di scrittore risale al 1999. Non aveva pubblicato solo romanzi, ma anche sceneggiature teatrali. Due suoi libri erano stati adattati alla messa in scena, “Occhi fra le foglie” e “Breve nevicata notturna”. Stava lavorando ad un podcast incentrato sul suo libro “La firma del chimico”, uscito all’inizio dell’anno per Derive e Approdi. Nel pomeriggio di ieri aveva condiviso con comprensibile soddisfazione una nuova recensione sul suo romanzo, che la critica aveva accolto con unanime consenso. Pinelli stava ancora promuovendo il romanzo, in cui raccontava della grande guerra e dell’ascesa del fascismo, e soprattutto «di quei professori che nel 1931 si rifiutarono di firmare il giuramento di fedeltà al regime fascista. Di eroi silenziosi come Giorgio Errera, di scelte e prese di coscienza». Quale scrittore e drammaturgo, consulente editoriale e docente di corsi, Pinelli era molto conosciuto e stimato. Curava anche gli incontri del “caffè letterario” di Pontremoli, interviste e presentazioni con “autori in tazza grande”. La sua scomparsa inaspettata ha destato un profondo cordoglio. Tanti i messaggi di vicinanza alla famiglia tutta, in particolare al figlio Simone, non ancora ventenne.