Romano Montroni è morto stamattina a Bologna, a ottantasette anni, e ci ha lasciati come si conviene a un grande libraio: senza fare troppo rumore. Con la discrezione di chi conosce il peso delle ultime pagine e sa che il momento decisivo di un libro non è l’inizio, quando tutto è ancora possibile, ma la chiusura, quando bisogna fare i conti con quello che si è stati.

A pochissima distanza da un’altra perdita importante per il mondo del libro, quella di Ulrico Hoepli, se ne va una delle figure che più hanno contribuito a costruire l’ecosistema della lettura italiana del secondo Novecento.

Epitaffio: la città dei vivi, la città dei morti

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Nato a Bologna nel 1939, Montroni ha formato generazioni di giovani aspiranti editor, di libraie e librai, insegnando al Master in Editoria dell’Università di Bologna fondato da Umberto Eco e alla Scuola per Librai Umberto ed Elisabetta Mauri di Venezia. Prima ancora, però, era stato ciò che amava definire semplicemente: un libraio.