di

Massimo Marino

Gian Giacomo Feltrinelli lo volle direttore a Bologna nel 1963 a 24 anni. In piazza Ravegnana discuteva con lettori o con scrittori come Stefano Benni. Credeva che chi sta in libreria non debba essere un semplice commesso

Per lui i libri avevano una voce, mille voci. Aveva fatto suo il titolo di un libro di Ezio Raimondi, «Le voci dei libri», e aveva inventato la più bella rassegna di incontri con autori e con volumi di differente genere, capaci sempre di lasciare qualcosa nel lettore, fossero saggi accuratissimi, romanzi più o meno travolgenti, voci comiche o ironiche. È scomparso a 86 anni, dopo una lunga malattia, Romano Montroni, il principe dei librai bolognesi, quello che aveva dato una dimensione nazionale alle Librerie Feltrinelli e poi aveva fatto delle Librerie Coop un luogo insostituibile della cultura non solo cittadina, con rassegne, incontri, approfondimenti, che dalle pagine riverberavano.

Era stato strano negli ultimi tempi non vederlo più presentare i pomeriggi della rassegna in Salaborsa o all’Archiginnasio o al Mast o in altri luoghi, in una concezione della cultura diffusa nella città, non solo tra gli scaffali delle librerie.