Che suono fa un mosaico? E la lavorazione di una piadina o la preparazione delle famose tele stampate? Una musica nuova, anzi antica, che va preservata, consegnata alla memoria, perché si sta perdendo. Si ascolterà oggi alle 21 al Teatro Alighieri, quando il compositore Giorgio Battistelli dirigerà oltre trenta artigiani di Ravenna impegnati nel loro lavoro, in OperaPaese Working Class, audace operazione di teatro musicale per Ravenna Festival. Gli artigiani si mettono "all’opera", dividendo il palco con i musicisti – l’Icarus Ensemble e la Banda Musicale Cittadina di Ravenna guidata da Mauro Vergimigli – in un gioco d’incastri timbrici e ritmici. Guido Barbieri firma e dà voce a brevi narrazioni.

Maestro Battistelli, le radici di questa opera affondano nel lavoro Experimentum Mundi che lei scrisse nel 1981. Allora lei portava in scena 16 artigiani di Albano Laziale, il suo paese, con cinque voci di donne, un attore e percussioni. Oggi sul palco ci saranno almeno 100 persone, di cui oltre 30 artigiani, un vero kolossal. Come ha lavorato?

"Due anni fa l’Ensemble Icarus mi commissionò un lavoro da fare sugli Appennini, a Felina di Reggio Emilia, e ripensai quella poetica, quella relazione tra arte e artigianato, tra musica d’arte e musica concreta in un nuovo progetto sempre con gli artigiani e un ensemble orchestrale. Quella partitura prosegue in una direzione di prossimità, perché non è il musicista che porta la musica, che arriva a divulgare, ma vengono attivate le parti che si trovano nei luoghi dove si va. Come musicista mi chiedo da tempo come la musica cosiddetta colta si possa integrare e interagire con mondi che stanno scomparendo".