Pavia È già al lavoro per preparare la nuova stagione della rassegna “Racconti d’opera” con la quale, nel Ridotto del teatro Fraschini, ha spiegato a centinaia di persone contenuti e retroscena di ogni opera lirica poi messa in scena. Malva Bogliotti, responsabile di Croma2000, analizza la ricetta vincente di questo format che ai pavesi piace davvero molto. Sold-out in tutti gli incontri: significa che i pavesi amano sentir parlare di lirica la domenica mattina. «“Racconti d’Opera” rappresenta una scommessa vinta. E devo dire grazie in primis al direttore artistico Francesco Nardelli che ci ha creduto subito con coraggio, a tutta la Fondazione Fraschini e al Comune. Abbiamo vinto tutti insieme, perché la rassegna ha dimostrato da subito di piacere tanto alla gente. Questa edizione ha fatto registrare tutti sold-out e tante persone rimaste fuori perché, appunto, i posti disponibili (ottanta nel Ridotto) erano esauriti. Quest’anno forse si riuscirà ad avere qualche posto in più, ma consiglio comunque di procedere con l’abbonamento». Qual è il format vincente? «Nel corso del primo anno abbiamo chiamato numerosi ospiti, anche tanti protagonisti del teatro di ieri. Poi abbiamo deciso di puntare maggiormente sulla formula della narrazione dell’opera (con me nella veste di narratrice) perché alla gente piace molto conoscere tutto di quel titolo prima di andare a teatro. Una serie di itinerari all’interno dell’opera, modulati con interventi musicali e ospiti a sorpresa. E naturalmente anche quest’anno al centro ci sarà l’opera di produzione del Fraschini, che sarà il 31 ottobre: “Pagliacci”. In quell’occasione al ridotto ci sarà praticamente tutto il cast. Gli appuntamenti della nostra rassegna non si esaurivano solo con l’incontro al ridotto. Erano introdotti da una breve comunicazione vocale prima e poi seguiti da un podcast col riassunto dell’opera e con il libretto. Con una spesa contenuta, insomma, si aveva un pacchetto completo». Che cosa si propone questa rassegna? «Credo stia cambiando la mentalità di chi va a teatro. Se ora si tende a scegliere solo ciò che già si è certi che possa piacere, lo scopo della rassegna è quella di fidelizzare il pubblico, chiedendo fiducia per tutte le proposte del Fraschini. La rassegna è nata soprattutto per chi non conosce l’opera e magari non la ama neppure ma ne è incuriosito. Gente che vuole provare a entrare in questo mondo per lasciarsene sorprendere. Addirittura so di alcuni spettatori della nostra rassegna che, dopo essere andati al Fraschini, seguono poi quel titolo anche in altri teatri, oppure cominciano a seguire anche prosa e balletto. E questo è un grande risultato per il teatro in genere». L’appuntamento domenicale insomma è ormai diventato una felice abitudine. «Sì, nel tempo ho visto davvero formarsi una comunità. Il titolo di un’opera lirica da conoscere è diventato l’occasione di ritrovarsi al ridotto la domenica mattina, ascoltare un’ora di spiegazione e poi concludere con un calice insieme. Questo significa fare comunità, creare un luogo di aggregazione sociale. E tutto in maniera molto spontanea». È un lavoro esportabile anche in altri teatri? «Certamente e infatti le richieste non mancano. “Racconti d’opera” del resto nasce da una mia esperienza pregressa che ha portato la lirica nelle scuole, al teatro Don Bosco, in circoli e biblioteche. E da sette anni sono una delle narratrici dell’opera alla Scala con “Prima diffusa”. Ora direi che siamo pronti per nuovi appuntamenti anche in altre città».
Dietro le quinte dell’opera lirica: Malva Bogliotti torna al Fraschini
Pavia, uno storytelling sempre sold out la domenica mattina








