L’analisi.03 luglio 2026 alle 00:38Il settore vale il 4,3% dell’economia regionale, ma alcune produzioni sono in calo
I recenti dati pubblicati nel Rapporto annuale della Banca d’Italia sull’economia della Sardegna offrono una fotografia particolarmente significativa dello stato dell’agricoltura e dell’agroalimentare isolano. L’agricoltura, la silvicoltura e la pesca generano nell’Isola un valore aggiunto di 1,659 miliardi di euro, pari al 4,3 per cento dell’economia regionale. Un peso rilevante, accompagnato però da segnali di debolezza: nel 2024 il valore aggiunto del comparto è diminuito dell’1,5 per cento in termini reali e nel 2025 sono calate diverse produzioni, tra cui olio, vino e carciofi. È da questi numeri che parte la riflessione di Copagri Sardegna sulla necessità di una svolta nelle politiche regionali.
I nodi
«La lettura dei dati della Banca d’Italia conferma che l’agricoltura non può continuare a essere considerata un settore a sé stante», afferma il presidente regionale di Copagri Sardegna, Giuseppe Patteri. «È una componente essenziale dell’economia sarda: produce reddito, tutela il territorio e l’ambiente, contrasta lo spopolamento, salvaguarda cultura e identità e garantisce sicurezza e qualità alimentare. Agricoltura e zootecnia devono viaggiare insieme agli altri settori dell’economia isolana».








