di
Cesare Zapperi
Il presidente del Consiglio regionale del Veneto: «Chi oggi solleva obiezioni prima stava in silenzio»
«Il reato di femminicidio è stato approvato in via definitiva dalla Camera il 25 novembre scorso. La legge è entrata in vigore il 17 dicembre. Stiamo parlando di poco più di sette mesi fa, non del secolo scorso. Come mai nessuno avanzò obiezioni allora? Perché adesso si sollevano distinguo incomprensibili?». Luca Zaia, presidente del Consiglio regionale veneto, cita due date e lancia due domande retoriche a chi, Roberto Vannacci e i suoi seguaci (a partire dal suo ideologo, quel Lorenzo Gasperini fino a pochi mesi fa esponente della Lega livornese), sostiene che il femminicidio «è un omicidio come gli altri».
Zaia, perché si stupisce? «Perché chi oggi fa certe uscite viveva in questo Paese anche pochi mesi fa. Eppure, non ha mai sollevato obiezioni. Vannacci era vicesegretario della Lega allora e il mio partito ha sempre sostenuto, e convintamente, l’istituzione del reato ad hoc».









