«Anche quest’anno siamo qui a discutere su un tema che quest’Aula ha visto più volte... Sicuramente è grave. Qualsiasi omicidio è grave, però assolutizzare un omicidio dimenticandosi di tutti gli altri che avvengono anche all’interno delle coppie è una visione parziale. Vi do alcuni dati del cosiddetto “femminicidio”». Ha scatenato la reazione di tutte le forze politiche in Consiglio regionale l’intervento del consigliere regionale veronese Stefano Valdegamberi, responsabile enti locali del Triveneto del partito di Vannacci, Futuro Nazionale, che ha riproposto la sua visione.

«Nel 2022 ci sono stati 104 femminicidi, poi 97 nel 2023, poi 92, poi 85 l’anno scorso. Sono sempre numeri importanti, ma guardiamo anche altre forme di violenza», ha detto Valdegamberi, come «2-300 suicidi l’anno di uomini separati, e di questo non c’è nessun Osservatorio. Sono dati ufficiali rispetto gli 85 gravissimi che riguardano i cosiddetti femminicidi. Sul fatto delle cause del femminicidio, patriarcato, quelle cose lì, abbiamo discusso tante volte».

Ne è nato un lunghissimo dibattito in Consiglio regionale, con interventi a valanga, che ha poi portato al voto della relazione sull’attività dell’Osservatorio regionale sulla violenza contro le donne con 43 sì e un astenuto: Valdegamberi. Da lì in poi anche una raffica di comunicati che rispondono con toni duri al pensiero del consigliere vannacciano.