Pur senza citarlo per nome, le parole di Zaia arrivano a due settimane dalle affermazioni di Roberto Vannacci, che alla costituente di Futuro Nazionale aveva sostenuto che “il femminicidio non esiste come categoria distinta. Uomini e donne sono uguali, non c'è bisogno di proteggere qualcuno nei confronti dell’altro", aggiungendo che “un reato non è più o meno grave in base al sesso” di chi lo commette o di chi lo subisce.Durante i lavori in Consiglio è intervenuto anche Stefano Valdegamberi, consigliere regionale di Futuro nazionale ed ex leghista, secondo cui il tema dei femminicidi è “grave, perché qualsiasi omicidio lo è. Ma assolutizzare un omicidio e dimenticare tutti gli altri che avvengono all'interno delle coppie è una visione parziale del tema e spesso oggetto di ideologizzazione”. Zaia ha risposto rivendicando il valore della parola contestata: “Il femminicidio è una parola nata per descrivere una realtà precisa: donne uccise dentro relazioni segnate dal possesso, dal controllo, dalla sopraffazione, dall'incapacità di accettare la loro libertà. Cancellarla non significa fare chiarezza: significa rimuovere il problema, annacquarlo, renderlo invisibile”. E ha proseguito: “È una vergogna che ci siano alcuni uomini, anche con ambizioni politiche nazionali, che avanzino una simile proposta. Mi vergogno profondamente per chi pensa che negare il femminicidio sia una battaglia culturale. La vera battaglia culturale è impedire che altre donne vengano uccise". L'ex presidente del Veneto ha concluso chiamando in causa le istituzioni: “Davanti a tutto questo le istituzioni regionali, ma anche quelle nazionali, hanno il dovere di stare dalla parte giusta, senza ambiguità e senza arretrare”.
Zaia sul femminicidio: "Chi lo nega guardi negli occhi i figli delle vittime". E poi il riferimento a Vannacci: "Cancellare la parola? Una vergogna che alcuni uomini avanzino questa proposta"
Il presidente del Consiglio regionale del Veneto interviene dopo l'approvazione in Aula della relazione sull'Osservatorio regionale sulla violenza contro le don







