Un nuovo spettro si aggira per l’Europa, o almeno lungo le sue frontiere esterne: il sistema ingressi-uscite (Ees), il sistema automatizzato per registrare gli ingressi e le uscite dei cittadini stranieri dall’area Schengen, che rischia di mandare all’aria la stagione delle vacanze per milioni di viaggiatori.

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L’Ees sta sostituendo progressivamente i timbri sul passaporto con un sistema digitale che registra arrivi e partenze per i soggiorni di breve durata, raccogliendo dati biometrici come immagini del volto e impronte digitali, insieme ai dati personali contenuti nei documenti di viaggio.

È ormai in funzione su tutte le frontiere esterne dei 29 Paesi dello spazio di libera circolazione, cioè tutti i Paesi dell’Ue tranne Cipro e Irlanda, oltre a Svizzera, Liechtenstein, Islanda e Norvegia.

A chi si applica il sistema e perché è stato introdotto