Le associazioni di categoria del settore hanno scritto una lettera alla Commissione europea per chiedere una sospensione del sistema Ees: «È incompatibile con i flussi di turisti in estate»

Chi è passato per un aeroporto nelle ultime settimane potrebbe aver notato una scena che sta diventando sempre più frequente: le lunghe code al controllo delle frontiere. Il fenomeno, in realtà, non è del tutto nuovo e ha a che fare con il sistema europeo di ingresso e uscita (Ees), diventato pienamente operativo lo scorso 10 aprile. Le nuove regole, che sostituiscono i timbri sui passaporti con registrazioni digitali di chi entra ed esce dall’Unione europea, sono state introdotte per modernizzare i controlli alle frontiere e ridurre la criminalità. Di fatto, però, questo sistema ha finito per allungare le code negli aeroporti europei.

L’allarme degli aeroporti di Roma

I nuovi controlli alle frontiere per i passeggeri extra-Ue sono in vigore da più di due mesi, ma è solo con l’avvio della stagione turistica estiva che i problemi sono diventati più evidenti. La scorsa settimana, era stato Marco Troncone, amministratore delegato di Aeroporti di Roma, la società che gestisce gli scali di Fiumicino e Ciampino, a lanciare l’allarme: «Siamo molto preoccupati per l’estate. Il processo si sta rivelando incompatibile con i picchi di afflusso che ci troveremo ad affrontare».