Tra chi gestisce gli aeroporti europei c’è grande preoccupazione per i disagi e i ritardi che potrebbe causare il nuovo sistema di controllo per i viaggiatori in arrivo dai paesi extra europei, il cosiddetto “sistema di ingressi/uscite” (Entry/Exit System, o EES). Richiede che i passeggeri registrino le proprie informazioni biometriche, come la scansione del volto e delle impronte digitali, ma la sua introduzione graduale negli scorsi mesi è stata complicata da problemi tecnologici e lunghe code. Quest’estate si teme che le cose possano solo peggiorare.
L’amministratore delegato di Aeroporti di Roma Marco Troncone ha detto al Financial Times che «il processo si sta rivelando incompatibile con i picchi di afflusso che ci troveremo ad affrontare», e ha avvisato che probabilmente dovrà essere sospeso per evitare «disastri». Stefan Schulte, presidente di Airports Council International Europe, organizzazione che rappresenta gli aeroporti europei, ha detto a BBC che «i politici dovrebbero smettere di fare finta che EES funzioni. Non funziona».
L’EES è un sistema di controllo che è stato progressivamente introdotto negli aeroporti europei da ottobre del 2025: prevede la registrazione dei dati biometrici per tutti i viaggiatori provenienti da paesi al di fuori dell’area Schengen, la zona di libera circolazione di merci e persone che coinvolge quasi tutti i paesi dell’Unione Europea più Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera. I nuovi controlli valgono per chiunque non sia cittadino o cittadina dell’Unione, quindi anche per le persone provenienti dal Regno Unito.














