Una svolta tecnologica a lungo attesa, rinviata per tre anni a causa di complessità tecniche e preoccupazioni legate alla privacy, ma che ora diventa realtà. A partire da domani, domenica 12 ottobre 2025, negli aeroporti e alle frontiere esterne dell’area Schengen entra in vigore l’Entry/Exit System (EES), il nuovo sistema di identificazione biometrica destinato a cambiare il modo in cui milioni di persone viaggiano verso l’Europa. L’obiettivo è velocizzare le file e aumentare la sicurezza, ma non mancano i timori per il “grande fratello” alle frontiere.

Una premessa è doverosa: per i cittadini europei non cambierà assolutamente nulla, la rivoluzione riguarda esclusivamente i cittadini di Paesi terzi che non necessitano di un visto per entrare nell’Unione, come quelli provenienti da Regno Unito, Stati Uniti, Canada, Giappone o Brasile, per soggiorni di breve durata (fino a 90 giorni in un periodo di 180).

L’EES manderà in pensione il tradizionale e lento timbro manuale sul passaporto, sostituendolo con un controllo completamente digitalizzato. Al loro primo ingresso nell’area Schengen, i viaggiatori dovranno effettuare una registrazione preliminare. Presso chioschi automatici installati in aeroporto, dovranno scannerizzare il passaporto e fornire i propri dati biometrici: verranno raccolte le impronte digitali (quattro dita) e scattata una fotografia del volto per il riconoscimento facciale. Durante la procedura, verranno poste anche quattro domande obbligatorie, tra cui la conferma dell’indirizzo di soggiorno e la verifica del possesso di risorse economiche sufficienti. I dati (nome, data, luogo di ingresso/uscita e biometrici) saranno conservati in un database centralizzato per tre anni, al termine dei quali verranno cancellati, rendendo necessaria una nuova registrazione.