Il nuovo sistema prevede l’acquisizione dei dati biometrici del viaggiatore (impronte digitali e fotografia del volto) ed eventuali altre indicazioni, come la durata del periodo di permanenza in un determinato Paese. Le informazioni vengono raccolte e memorizzate in un database centrale, a disposizione delle autorità frontaliere. L’Ees è valido solo per i soggiorni di breve durata, ovvero 90 giorni al massimo nell’arco di sei mesi. Ogni volta che il viaggiatore deciderà di tornare nei territori dell’Ue, gli addetti al controllo passaporti dovranno solo verificare le impronte digitali e la foto. Solo in rari casi, potrebbe essere necessario raccogliere e registrare nuovamente i dati. Come ha annunciato la Commissione europea lo scorso luglio, il nuovo sistema è stato pensato per ottimizzare la gestione delle frontiere esterne dell'Ue. L’obiettivo è quello di monitorare gli ingressi, al fine di prevenire l’immigrazione irregolare e garantire maggiore sicurezza ai cittadini dei Paesi membri dell’area Schengen. Non solo. L’Ees servirà anche ad individuare i soggiornanti fuori termine e i casi di frode nei documenti o d'identità. Sarà impiegato negli aeroporti, porti e valichi di terra.
Contro terroristi e clandestini da domani impronte digitali alla frontiera per chi arriva da Paesi extra Schengen
Entrerà in vigore a partire da domani, domenica 12 ottobre, il nuovo sistema digitale di controllo frontaliero che consentirà di monitor...











