Dal 12 ottobre, chi non è cittadino europeo e vorrà entrare in uno dei Paesi dell’area Schengen dovrà fornire impronte digitali e una foto del volto. È questa la novità più rilevante introdotta dal sistema Entry/Exit (Ees), la nuova mossa high-tech per le frontiere confermata dalla Commissione Europea.
A chi è rivolto
Il nuovo sistema riguarderà tutti i viaggiatori extra-Schengen che si fermeranno per un massimo di 90 giorni ogni 180, cioè i soggiorni brevi. Sarà obbligatorio fornire dati personali e biometrici, raccolti tramite scanner e telecamere di riconoscimento facciale, al momento dell’ingresso e dell’uscita dall’area Schengen, che comprende 29 Paesi, tra cui quasi tutti gli Stati membri Ue (esclusi Cipro e Irlanda) e paesi come Svizzera e Norvegia.
Perché l’Europa ha scelto questo sistema
L’adozione dell’Ees risponde a diverse esigenze: da un lato mira a velocizzare i controlli alle frontiere, sostituendo progressivamente il sistema tradizionale basato solo sui passaporti con un archivio digitale più efficiente; dall’altro punta a rafforzare la sicurezza, rendendo più semplice l’identificazione di chi tenta di entrare con documenti falsi o resta oltre il tempo consentito.









