Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere davanti al gip quattro dei presunti promotori del sodalizio criminale al centro dell’inchiesta della Dda di Lecce e della Procura di Taranto denominata Babele, che secondo l'impianto accusatorio avrebbe aggirato il decreto Flussi per favorire l’immigrazione clandestina. Oggi si sono svolti per rogatoria gli interrogatori dell’avvocato 63enne Michele Cervellera, del 52enne Antonio Damiano Milella, titolare di un Caf ritenuto snodo operativo del sistema (dichiaratosi "innocente"), del 75enne Francesco Massafra e del 30enne Muhammed Usman Ashraf.

L’operazione due giorni fa ha portato all’esecuzione di 30 misure cautelari, 16 in carcere e 14 ai domiciliari, disposte dal gip di Lecce su richiesta della Direzione distrettuale antimafia. Al centro delle contestazioni vi sarebbe una rete organizzata che avrebbe utilizzato il sistema delle quote di ingresso per cittadini extracomunitari come strumento per pratiche fittizie e indebiti vantaggi economici.

Ieri erano già stati interrogati in carcere diversi indagati stranieri, mentre altri 13 compariranno davanti al gip il 6 luglio presso il comando provinciale dei carabinieri di Taranto. Le accuse, a vario titolo, sono di associazione per delinquere e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina aggravato.