Il Giornale ha fatto emergere le intercettazioni con gli insulti alla premier da parte di uno dei capi dell’organizzazione tarantina che usava il Dl flussi come business
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Escamotage per bucare il Decreto flussi e insulti alla premier: quanto emerso dall’indagine della procura di Taranto è un vero e proprio sistema che, però, si è scontrato con il governo Meloni. La stessa premier nel 2024 aveva chiesto che venissero fatte delle verifiche sulle domande inoltrate per il Decreto flussi, facendo emergere molte irregolarità da parte di associazioni che pensavano di poter sfruttare i canali legali per trarre un guadagno sugli stranieri. Il Giornale ha fatto emergere le intercettazioni con gli insulti rivolti a Meloni da parte di uno dei responsabili dell’organizzazione tarantina, evidentemente infastidito proprio dalla richiesta del presidente del Consiglio di svolgere i controlli, segno che questo esecutivo dà fastidio ed è giusto così.“Le notizie pubblicate oggi confermano il cambio di passo impresso dal Governo Meloni nella gestione dell'immigrazione. Da un lato, l'operazione che ha portato a 30 arresti per il presunto coinvolgimento di avvocati, CAF, intermediari e operatori di ONG in un sistema finalizzato a favorire l'immigrazione clandestina attraverso un uso fraudolento del decreto Flussi; dall'altro, i dati che evidenziano il forte calo degli sbarchi e l'aumento dei rimpatri nel primo semestre del 2026, con un calo superiore al 50%. Il messaggio è chiaro: con il Governo Meloni in Italia si entra soltanto legalmente e lo Stato è tornato a fare lo Stato contrastando con determinazione chi aggira le regole. Gli anni delle politiche immigrazioniste della sinistra sono finiti”, ha dichiarato Galeazzo Bignami, capogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera. Il vicepresidente di Fratelli d'Italia al Senato, Salvo Sallemi, ha aggiunto che “L'esistenza di brogli nel decreto flussi, tuttavia, era stato già oggetto di attenzione da Giorgia Meloni, che non a caso nel giugno del 2024 aveva presentato un esposto al procuratore nazionale antimafia. La stessa Giorgia Meloni che appare nelle intercettazioni come un 'ostacolo' al sistema malavitoso”. E non potrebbe che essere così, “dato che solo con questo Governo sono calati gli sbarchi, con un dimezzamento del 50 per cento da gennaio a giugno 2026, e si sono registrati rimpatri record. Tutti dati e fatti che attestano come il governo Meloni lavori seriamente per contrastare l'immigrazione clandestina, con politiche concrete e zero slogan”, ha concluso.“La maxi-operazione che ha smantellato la rete criminale che speculava sul sistema dei decreti flussi dimostra che lo Stato ha ripreso il controllo. In Italia non c'è più posto per chi approfitta di Caf compiacenti e intermediari senza scrupoli: l'era dell'anarchia migratoria è finita. Con questo Esecutivo, in Italia si entra esclusivamente attraverso i canali legali, nel pieno rispetto delle regole e della sicurezza che abbiamo promesso ai cittadini”, ha dichiarato il Vicecapogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera dei deputati, Elisabetta Gardini, “mentre la sinistra continua a inseguire narrazioni ideologiche e slogan vuoti, noi facciamo quello che non hanno fatto loro, mettere gli interessi dell'Italia al primo posto”.









